Suor Franceschina Tuccillo  nacque  ad Afragola  il  31 marzo 1914. Qui, lentamente con Antonietta Giugliano, maturò la vocazione religiosa. Dopo aver incontrato padre Sosio Del Prete, nel 1932, collaborò attivamente e con generosità alla fondazione dell’istituto religioso delle Piccole Ancelle di Cristo Re.

Fino alla morte di padre Sosio Del Prete, avvenuta nel 1952, suor Franceschina si occupò prevalentemente del servizio agli anziani e ai cosiddetti “figli del popolo”, manifestando una particolare propensione anche alla formazione delle giovani vocazioni che affluirono abbondanti nell’istituto.

Dal 1952 al 1960, invece, collaborò al governo dell’istituto fungendo da vicaria di suor Antonietta Giugliano, con la quale consolidò l’istituto sia sul piano strutturale sia in relazione al servizio offerto alla Chiesa e alla società civile, orientandolo, oltre alla cura dei vecchi, dei malati e dei bambini disagiati, anche alla formazione professionale individuando percorsi formativi innovativi. Suor Antonietta Giugliano e suor Franceschina Tuccillo furono attente interpreti dei bisogni della società e, fedeli al carisma originario, seppero dirigere le proprie energie e gli sforzi dell’istituto verso la formazione integrale della persona umana.

Allorché, appena cinquantenne, la fondatrice morì, toccò a suor Franceschina raccoglierne la difficile eredità spirituale e apostolica: era un naturale passaggio di testimone, come riconobbero unanimemente tutte le Piccole Ancelle di Cristo Re dal 1960 al 1991.

Non è facile riassumere in poche parole il significato e il valore del trentennio di governo di madre Franceschina, che per ampiezza di sfide raccolte e vinte appare veramente eccezionale. Prima di illustrarne alcuni elementi essenziali è indispensabile ricordare che esso fu tutto caratterizzato da uno stile improntato a umiltà e capacità di ascolto, privo di asprezze, ricco di comprensione, di attenzione e di serenità, di profondo e autentico senso materno. Prima ancora del governo, infatti, suor Franceschina desiderava e seppe sempre comunicare la forza della sua interiorità, il suo vissuto autentico di fede, che si esprimeva più che a parole con gesti e atti concreti, rendendola una genuina testimone del Vangelo. Con questa forza travolgente dell’esempio, la madre seppe attrarre non solo vocazioni religiose all’istituto, ma concentrò su di esso l’attenzione della società civile oltre che ovviamente l’apprezzamento incondizionato della Chiesa. Ebbe la capacità e l’intelligenza di chiamare a raccolta, intorno alla missione spirituale ed apostolica dell’istituto, personalità di grande dinamismo, come l’onorevole Ferdinando D’Ambrosio e, soprattutto, il professore Renato Tuccillo, alla cui intelligenza e al cui acume si devono la gran parte delle iniziative socio assistenziali. Fu sempre fiduciosa nella Provvidenza anche di fronte a grandi difficoltà.

Il governo di madre Franceschina si può sinteticamente riassumere in alcuni punti essenziali, tutti sorretti dalla volontà di rafforzare l’istituto nella fedeltà alla Chiesa e al carisma originario dei Fondatori. In questa direzione, alla madre va, innanzitutto, riconosciuto il merito di aver saputo coniugare la fedeltà all’ispirazione carismatica alle novità pastorali e spirituali che il Concilio Vaticano II chiedeva ai religiosi. La madre ha dato vita alla grande stagione del rinnovamento e dell’aggiornamento delle nostre Costituzioni con un lavoro profondo e fortemente ponderato che ancora oggi costituisce un caposaldo per noi Piccole Ancelle di Cristo Re.

Il suo governo aprì l’istituto alla sfida missionaria: si deve a lei, infatti, la preparazione del terreno che consentì alla successiva superiora generale, suor Antonietta Tuccillo, di aprire case di missione. Alla sua fondamentale intuizione che il carisma dell’istituto dovesse superare i confini italiani si deve l’attenzione che oggi noi Piccole Ancelle di Cristo Re, con ferma determinazione, riserviamo al versante missionario, con comunità aperte in Romania, Filippine, Indonesia e prossimamente in India.

Seguendo le intuizioni di padre Giacinto Ruggiero, diede vita al centro bibliotecario di Portici e alla Lectura Patrum Neapolitana, un ciclo di lezioni sui Padri della Chiesa che è tuttora seguito con  interesse da illustri studiosi italiani e stranieri.

Senza voler dar conto di tante altre iniziative nel settore dell’assistenza, occorre ricordare la particolare cura che suor Franceschina spese nella costruzione di solidi rapporti con la società civile.

Quando nel 1991 chiese alle sue consorelle, convocate in capitolo generale, di poter essere finalmente esonerata dal gravoso onere del generalato, si ritirò nella casa di Portici, dove ha trascorso l’ultima parte della sua lunga vita in silenzio, con discrezione, immersa nella preghiera, sempre maternamente attenta alle esigenze delle sue suore. L’agitava soltanto il desiderio ardente e insopprimibile di iniziare le Cause di beatificazione e di canonizzazione dei Fondatori dell’istituto, con cui aveva vissuto a stretto contatto per tanto tempo e di cui aveva sperimentato la santità di vita. La glorificazione dei Fondatori divenne il suo desiderio più forte, ne parlava con entusiasmo, si accendeva e commuoveva nei ricordi dei tempi eccezionali delle origini. Il Signore ha esaudito il suo desiderio: il 1° dicembre 2006, il cardinale Crescenzio Sepe diede avvio alle Inchieste sulla vita, le virtù e la fama di santità dei Servi di Dio padre Sosio Del Prete e suor Antonietta Giugliano, facendole certamente il più bel dono che avesse mai potuto desiderare per la sua intensa, lunga e laboriosa esistenza.

Le Inchieste si sono chiuse rispettivamente il 13 dicembre 2008 per il fondatore padre Sosio Del Prete e l’11 dicembre 2010 per la fondatrice suor Antonietta Giugliano, solo due giorni prima del ritorno alla Casa del Padre di suor Franceschina.

Con la morte di suor Franceschina Tuccillo, 13 dicembre 2010, si spegne non solo una straordinaria religiosa, donna di azione e di preghiera, madre accogliente e premurosa, fedele fino in fondo alla sua vocazione, ma scompare anche una stupenda figura che, con la sua umiltà e con la sua forza, ha saputo illuminare molte pagine oscure della nostra storia con la fiaccola della carità, della speranza e della fede.

Il Signore, nella sua infinita misericordia la introduca alla contemplazione del suo Santo Volto. Amen.


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