Padre Sosio Del Prete


Padre Sosio Del Prete (al secolo Vincenzo) nacque a Frattamaggiore il 28 dicembre 1885. Nel novembre 1901 entrò nel noviziato della provincia napoletana dei Frati Minori; emise i voti temporanei nel 1902, quelli perpetui l’8 dicembre 1905. Il 12 marzo 1910 fu ordinato sacerdote.

Conseguito il diploma in composizione e direzione d’orchestra, condusse fino al 1930 un’esemplare vita sacerdotale e spirituale, dedicandosi alla musica e agli incarichi di comunità, in particolare alla confessione ministeriale.

Vicario del convento di S. Antonio in Afragola, vedendo l’estremo disagio morale e materiale dei vecchi abbandonati, volse ogni sua energia al loro servizio. Il 6 giugno del 1932 diede inizio, insieme ad Antonietta Giugliano, alla vita dell’istituto religioso delle Piccole Ancelle di Cristo Re.

Sul fondamento teologico della regalità di Cristo, il Servo di Dio costruì la sua straordinaria opera di carità, che si concretizzò, in primo luogo, nella creazione delle diverse case del suo istituto: Afragola (1932), Torre Annunziata (1937), Boscoreale (1945), Napoli (1945), Portici (1946) e S. Giuseppe Vesuviano (1949). La loro destinazione seguì sostanzialmente due fasi: tutela della vecchiaia dalla fondazione alla seconda guerra mondiale; tutela ed educazione dell’infanzia e della gioventù abbandonata e dei malati, nel dopoguerra.

In piena obbedienza alle autorità ecclesiastiche, padre Sosio contribuì con la sua azione, con la sua discrezione, con la sua incessante preghiera, con l’accettazione della sofferenza, con la sua “vicinanza spirituale”, alla vita delle Piccole Ancelle di Cristo Re.

Nella totale donazione di sé a Dio, ai poveri e alla Chiesa, spicca la sua particolare sensibilità cristocentrica, che si espresse soprattutto in un vivissimo amore per la passione di Gesù, che gli fece riconoscere nei poveri quel volto amato e contemplato nelle innumerevoli ore trascorse in preghiera davanti al tabernacolo. Il Servo di Dio non dimenticò mai che quella sofferenza aveva un valore salvifico e che il mistero della passione non si arrestava al sepolcro, ma si completava con lo stupore della resurrezione. E fu proprio il Cristo glorioso, re dell’universo, che additò alle sue suore.

Attento alla liturgia e alla preghiera, devoto ai santi, che considerò modelli di vita cristiana, amò teneramente la Chiesa, manifestando una peculiare venerazione per il romano pontefice. Ma fu nella tenera e filiale devozione alla Vergine che le corde del cuore di padre Sosio vibrarono con maggiore intensità. In Lei trovò sempre la consolatrice dei suoi affanni e un vigoroso sostegno alle sue iniziative apostoliche.

La fede fu il vero motore della vita del Fondatore: non fu mai per lui un abito esteriore e su di essa gettò le fondamenta dell’istituto delle Piccole Ancelle di Cristo Re. Alla fede si aggrappò anche la notte tra il 27 e il 28 gennaio 1952: quando morì a Napoli, stroncato dall’angina pectoris e sfinito dal suo ardore apostolico, teneva, stretto tra le mani, il suo breviario.

Il suo corpo riposa nella cappella della casa-madre delle Piccole Ancelle di Cristo Re, ad Afragola.