Madre Franceschina Tuccillo


Il 13 dicembre 2010, nella Casa religiosa di Portici (NA), si è spenta serenamente madre Franceschina Tuccillo, cofondatrice dell’Istituto Piccole Ancelle di Cristo Re.

Nata ad Afragola il 31 marzo del 1914, Raffaelina Tuccillo, questo il suo nome di Battesimo, maturò lentamente con Antonietta Giugliano la vocazione religiosa

Dopo il loro incontro con padre Sosio Del Prete nel 1932, collaborò con essi in modo attivo e generoso, alla fondazione dell’Istituto delle Piccole Ancelle di Cristo Re.

Fino alla morte del Fondatore, avvenuta nel 1952, suor Franceschina si occupò prevalentemente del servizio agli anziani e ai cosiddetti “figli del popolo”.

Dal 1952 al 1960 collaborò al governo dell’Istituto fungendo da vicaria della SdD suor Antonietta Giugliano con la quale consolidò l’Istituto sul piano strutturale e nel servizio alla Chiesa e alla società civile, orientandolo anche verso la scelta della formazione professionale.

Quando appena cinquantenne la Fondatrice morì, toccò a suor Franceschina Tuccillo raccoglierne la difficile eredità spirituale e apostolica: era un naturale passaggio di testimone, come riconobbero unanimemente tutte le Piccole Ancelle di Cristo Re. Madre Franceschina governò l’Istituto dal 1960 al 1991. Nel suo Testamento spirituale suor Antonietta Giugliano aveva scritto:

"Esorto le mie figliuole dilettissime e desideratissime, le Piccole Ancelle, se possibile, di far capo per ogni eventualità, in morte mia, alla mia carissima e fedelissima collaboratrice suor Franceschina Tuccillo,che è stata in miglior parte la depositaria devota dei miei ideali di religione"

Nel Capitolo Generale del 1991, dopo cinque sessenni, suor Franceschina chiese alle sue consorelle di poter essere esonerata dall’onere del generalato e si ritirò nella casa di Portici, dove ha trascorso l’ultima parte della sua lunga vita con discrezione, in silenzio, immersa nella preghiera, sempre maternamente attenta alle esigenze delle sue suore.

È stato sempre suo desiderio ardente assistere al cammino delle cause di beatificazione e di canonizzazione dei Fondatori dell’ Istituto, con cui aveva vissuto a stretto contatto per tanto tempo e di cui aveva sperimentato la santità di vita.

Il Signore ha esaudito il suo desiderio, facendole certamente il più bel dono che avesse mai potuto desiderare per la sua intensa, lunga e laboriosa esistenza: le Inchieste si sono chiuse rispettivamente il 13 dicembre 2008 per il Fondatore e l’11 dicembre 2010 per la Fondatrice.

Con la morte di suor Franceschina Tuccillo si spegne non solo una straordinaria religiosa, donna di azione e di preghiera, madre accogliente e premurosa, fedele fino in fondo alla sua vocazione, ma scompare anche una stupenda figura che, con la sua umiltà e con la sua forza, ha saputo illuminare molte pagine oscure della storia del nostro Istituto con la fiaccola della carità, della speranza e della fede.


Lettera di Madre Franceschina alle PACR

La lettera che qui di seguito riportiamo, tra le tante inviate da madre Franceschina Tuccillo alla Famiglia religiosa, è esemplare della sua materna sensibilità e della sollecitudine apostolico-spirituale che la caratterizzavano. Per quanti l’hanno conosciuta può costituire un vivo ricordo della sua persona. Per le Piccole Ancelle rappresenta una consegna spirituale da custodire nella memoria del cuore e attuare con fedeltà.

Alle Piccole Ancelle di Cristo Re

Lampada per i miei passi è la tua parola,
luce sul mio cammino!
(Salmo 119,105)

Mie dilette figlie,

vi esprimo innanzitutto il mio saluto beneaugurante.

Desidero far pervenire a ciascuna di voi i fremiti del mio spirito, che vive intensamente la realtà della vita della Congregazione di cui il Signore mi ha costituita, per sua bontà, responsabile e guida.

Avverto l’urgenza d’incontrare, attraverso questo mio scritto, ciascuna di voi e parlarvi come da vicino per compiacermi, incoraggiarvi, illuminarvi, sensibilizzarvi intorno ad aspetti della vita comunitaria su cui è bene porre la nostra attenzione.

Quando si cammina lungamente è consigliabile una sosta per riprendere forza ed energia. Anche il cammino spirituale esige soste, pause di riflessione, per operare un lavoro di scavo interiore e chiarire a se stesse quel che si è e quel che si fa, riprendere coscienza della identità personale, verificare l’ideale di vita, vivificarlo e riprendere gioiosamente e coraggiosamente il cammino di Dio.

Da circa vent’anni gli Istituti Religiosi, sotto la spinta di situazioni storiche, per aderire alle esigenze dei tempi che mutano ed evolvono con ritmi sostenuti e soprattutto per rispondere all’appello rigeneratore della Chiesa, hanno realizzato un apprezzabile rinnovamento che tuttavia ha avuto un cammino tormentoso e critico.

Anche la nostra Congregazione non si è sottratta al difficile impatto ed ha subito la sua prova. Tuttavia il Signore ha vegliato su di essa: non credo di sbagliare se dico che la tempesta è passata, è dietro le nostre spalle.

A Lui Sommo Bene e Re dei cuori rendo grazie infinite; nello stesso tempo elogio tutte voi, che avete avuto spirito indomito, manifestando fedeltà alla chiamata vocazionale, prodigandovi con perseveranza nella vita di amore a Cristo, dimostrando anche in circostanze difficili, il vostro attaccamento alla Congregazione, non solo amando e venerando i fondatori, padre Sosio Del Prete e suor Antonietta Giugliano, ma soprattutto tenendo fede ai loro ideali cristiani e rendendo fecondo, nell’azione diuturna, il loro carisma apostolico.

L’amore di Dio, che riempie il mio spirito e mi sostiene incessantemente, mi sollecita tuttavia a rivolgervi un invito fraterno, a voler rendere sempre più salda e consistente la nostra vita di unione a Cristo, migliorandola in tutti gli aspetti che la caratterizzano, specialmente nella preghiera personale e comunitaria, fondamento unico ed essenziale di un’azione apostolica.

Positive sono state tutte le iniziative di vita spirituale realizzate in questi anni, prime fra tutte l’incontro mensile di formazione permanente che ci ha viste riunite nella casa di Castellammare per pregare insieme, cantare le lodi di Dio e fraternizzare, ma soprattutto per ascoltare la parola di Dio, che ci è stata proposta sapientemente da eminenti sacerdoti e studiosi.

Quanto dobbiamo rendere grazie a Dio di questi doni! A molti manca la possibilità di ricevere un così sublime alimento spirituale.

La presenza delle suore nella casa di Castellammare, è stata consistente, ma non sempre costante, né totale. La pigrizia può prendere il sopravvento su di noi, che pur apprezzando le cose migliori, talvolta siamo frenate negli slanci di amore da motivazioni banali, spicciole, che ci catturano impedendoci di conquistare gli spazi immensi del divino.

Pur comprendendo e considerando le reali necessità d’ufficio e di carità assistenziale che obbligano alcune sorelle ad assentarsi, desidero inculcarvi la necessità di un’adesione compatta, entusiasta, pronta alle iniziative congregazionali che richiedono oltretutto impegni e sforzi considerevoli di organizzazione e di mezzi, e bisogna evitare di vanificarli. Un assunto preciso e personale della coscienza impone ad ogni suora un comportamento disciplinato, per l’edificazione reciproca, per il buon esempio vicendevole, nello spirito di unità, di obbedienza, e soprattutto per un reale e concreto desiderio di apprendere e migliorare la propria formazione religiosa. Le Superiore delle case religiose, responsabili dinanzi a Dio della vostra formazione, non si prodigheranno mai abbastanza per esplicitare l’opera di sensibilizzazione e di stimolo. È loro compito vegliare sulla comunità e svolgere un’opera solerte di continuo rafforzamento degli ideali cristiani e religiosi, promuovendo la crescita vocazionale di ciascuna anima ad esse affidata e creando un ambiente comunitario ricco di tensioni spirituali, desideroso soltanto di parlare di Dio e lavorare per l’avvento del Suo regno. Esse siano sollecite a promuovere già nell’ambito della propria comunità la passione per l’ascolto della parola di Dio, attraverso la preghiera ordinata, costante, fervorosa, accompagnata da solide riflessioni. Con spirito creativo, con accorgimenti adeguati ricerchino metodi e mezzi per ben corrispondere alle esigenze della propria comunità, arricchendo innanzitutto se stesse, perché è il “vaso colmo che trabocca” e “dalla pienezza del cuore parla la bocca”.

Centro vivo, riferimento primo ed ultimo, oggetto solenne e continuo delle attenzioni sia Gesù Eucaristico; perciò l’adorazione frequente, la celebrazione eucaristica ogni giorno, siano fonte di grazia e di vita. Si risvegli il gusto, il piacere della lettura spirituale di testi qualificati, validi, atti anche a promuovere un dialogo santo sulle realtà divine.

Un momento importantissimo della vita religiosa è il periodo degli Esercizi Spirituali. Essi sono stati anche quest’anno programmati con molto impegno e sono da considerarsi come un dono speciale di grazia e di vita; momenti forti della formazione religiosa, tempo di profonda riflessione durante il quale lo Spirito Santo opera nei cuori con la sua luce. Lontano dagli ordinari impegni e dalle possibili distrazioni si è più disponibili ad immagazzinare energia per affrontare il lavoro apostolico quotidiano

Mi auguro che tutte dimostrino esemplarmente di comprenderne il valore e il vantaggio e vi partecipino nella convinzione di vivere la ricchezza di Cristo in una condizione di autentica unità e fraternità degli spiriti.

Per quel che riguarda la vita apostolica vorrei opportunamente puntualizzare qualche aspetto

Noi siamo chiamate ad annunziare il Cristo, ad essere missionarie del Suo Vangelo attraverso un apostolato intelligente, premuroso, coraggioso. Agli anziani, agli ammalati, ai poveri di ogni età e di ogni ordine, ai fanciulli e ai giovani che frequentano i nostri istituti dobbiamo far pervenire, insieme alle cure della carità e del servizio, l’annuncio della parola, curando con cuore pastorale, con senso e discernimento il loro spirito.

Un’attenzione particolarissima, tuttavia, sotto il profilo della formazione, bisogna dedicarla ai giovani, promuovendo l’opera di accoglienza vocazionale. Non è un mistero che le vocazioni diminuiscono. Il Papa stesso esprime le sue preoccupazioni in proposito ed invita a riflettere sul fenomeno, sollecitando i religiosi ad approfondirne le cause.

La nostra Congregazione si sta impegnando in questa direzione in maniera encomiabile e fervono le iniziative per attivare il fermento vocazionale. Tuttavia esse sono ancora insufficienti e inadeguate ed urge una più larga e appassionata presa di coscienza, un coinvolgimento di tutte le forze con una convergenza d’intenti, nel fervore di voler trasmettere alle giovani generazioni, i valori cristiani e religiosi a noi consegnati. La chiamata è un dono divino; spetta tuttavia, agli educatori, con l’uso di una saggia pedagogia, aiutare i giovani a percepirne il valore, la bellezza, la ricchezza, prenderne coscienza per operare scelte responsabili.

Un profondo esame di coscienza potrebbe evidenziare nostre manchevolezze passate e presenti; per molto tempo siamo state disattente al problema vocazionale, ponendoci in uno stato di inerzia quasi che tutto ci dovesse essere dato gratuitamente senza un nostro reale contributo, senza un lavoro di discernimento pastorale.

Gesù ci ammonisce “Pregate il padrone della messe perché mandi i suoi operai”. A Lui innanzitutto, con animo fiducioso, consapevoli delle umane necessità, la preghiera incessante; tuttavia a noi compete essere operatrici solerti e attente.

E se la Congregazione è, come in effetti è, opera di Dio, dobbiamo preoccuparci, nonostante la povertà dei nostri mezzi umani, di assicurarle una continuità, un solido sviluppo consegnando ad altri il patrimonio di fede e di carità che i Fondatori ci hanno trasmesso con comportamenti edificanti e santi.

Questi miei sogni, queste mie speranze le affido a voi perché con la luce dello Spirito Santo possiate meditarli e considerarli, animandovi di una volontà santa, crescendo ogni giorno nell’amore di Cristo che dev’essere l’unico, reale e definitivo riferimento della nostra vita.

Vi abbraccio fraternamente.

Suor Franceschina Tuccillo
Superiora generale

8 Settembre 1979, Natività della Beata Vergine Maria